HO SOTTOSCRITTO IL PATTO PER LO STAGE

Un “Patto per lo stage <http://repubblicadeglistagisti.it/../../../../article/patto-per-lo-stage-presentazione> ” per far andare i candidati oltre le solite promesse elettorali e impegni ciascuno - se eletto - a lavorare concretamente su questi temi, a cominciare dalla stesura di una legge regionale che introduca diritti e tutele per i tirocinanti, secondo una serie di principî elaborati dalla Repubblica degli Stagisti, elaborati in anni di esperienza in prima linea.

 

«Alle Regioni è infatti demandato nei prossimi sei mesi un compito importantissimo e delicato» spiega Eleonora Voltolina, direttore della Repubblica degli Stagisti: «legiferare entro la fine di luglio in materia di stage extracurriculari», secondo quanto previsto dalla riforma Fornero, ribadito dalla Corte costituzionale <http://repubblicadeglistagisti.it/../../../../article/bocciato-art11-del-dl-1382011-dalla-corte-costituzionale-solo-le-regioni-legiferano-in-materia-di-stage>  e concordato con le recenti linee guida approvate in conferenza Stato-Regioni <http://repubblicadeglistagisti.it/../../../../article/approvate-linee-guida-stato-regioni-tirocini-extracurriculari> .

 

«E allora l'importante è farlo bene» prosegue Voltolina: «per questo chi firma il Patto si impegna innanzitutto a redigere, promuovere e auspicabilmente portare ad approvazione entro la fine di luglio 2013 una legge nella propria regione che regolamenti la materia degli stage extracurriculari accogliendo fedelmente le linee guida sullo stage definite dalla conferenza Stato-Regioni e aggiungendo alcuni punti migliorativi».

 

Per esempio una indennità minima non inferiore a 500 euro al mese, il divieto di stage per mansioni di basso profilo (basta con gli stage per commesse, operai, benzinai, baristi!), la proporzione tra numero massimo di stage e numero di contratti di apprendistato attivi (perché lo stage non sia più il concorrente sleale dell'apprendistato), una drastica riduzione degli enti abilitati ad agire da soggetti promotori di stage (perché la proliferazione di soggetti promotori rende il fenomeno incontrollabile).

 

Inoltre, ogni firmatario si impegna su altri fronti: promuovere una “anagrafe degli stage” che consenta un monitoraggio pubblico e trasparente dell’utilizzo dello strumento; vigilare su tutti i programmi di stage finanziati dalla propria Regione, anche con i fondi FSE, con l'obiettivo primario di impedire che siano utilizzati come ammortizzatori sociali impropri; contrastare ogni utilizzo di fondi pubblici in progetti di tirocinio che prevedano una ricompensa monetaria ai soggetti ospitanti per la formazione impartita agli stagisti, secondo il principio che le aziende e gli enti pubblici non devono mai guadagnare dal fatto di ospitare tirocinanti.

E inoltre, compatibilmente coi bilanci, promuovere l'erogazione di incentivi economici da parte della Regione per la stabilizzazione degli stagisti, con premi in denaro o sgravi per ogni stagista assunto con contratto di lavoro subordinato al termine dell'esperienza formativa.